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Parole per Narrare | Martin Eden, balli di famiglia e sessismo italiano

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Quando penso a Jack London penso alla solitudine, penso al vivere a pieno contatto con la natura, penso a una società ormai lontana da quella a noi contemporanea, quando ancora la mediazione tecnologica non aveva implicazioni nella quotidianità più “spicciola” e le relazioni con il mondo esterno erano diverse. Forse, addirittura migliori ma sicuramente differenti.

Martin Eden è un romanzo in parte autobiografico, vivo e passionale come solo la gioventù sa essere. Martin è un giovanotto di umili origini, ha appena vent'anni e ama la vita vissuta, quella che non si nasconde dietro fragili paure o false ideologie, egli guarda il mondo con gli occhi di un fanciullo che è ancora capace di discernere la bellezza nella ciclicità degli eventi naturali e di percepire la meraviglia che anima lo sguardo degli amanti. Eppure anche quel pathos irrazionale e invincibile è destinato a declinare, ad avvizzire di fronte a una società dimentica della sua stessa natura. Martin Eden è, insomma, la st…

Non il solito bufo Danese, il secondo appuntamento con A spasso con Elena

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Siamo già approdati alla seconda tappa del nostro viaggio nelle terre estreme della meravigliosa Danimarca, terra di incanto e di stupore, nazione di leggende medievali ed epopee familiari. Caso vuole che sia proprio Copenaghen la città che abita le vicende del libro di cui ci apprestiamo a parlare, una capitale frenetica e composta allo stesso tempo, dove i sapori e la compagine artistica e architettonica più tradizionali si sovrappongono alle geometrie della modernità, in un connubio insolito ed estremamente piacevole agli occhi di un europeo italiano.

La lettura di oggi concede, infatti, il lusso e, di certo, il gusto - come direbbe Fabrizio De André - di attraversare la città di Copenaghen in alcuni dei suoi più conosciuti quartieri, da quelli alto borghesi a quelli più popolari, dai territori costieri a quelli meno sferzati dal vento, che tutto usura e attraversa, fino ad arrivare ai luoghi della memoria, quelli più intimi e familiari che popolano i ricordi della protagonista di S…

Non il solito Bufo Danese, una collaborazione con A spasso con Elena

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E' ormai trascorso oltre un mese dal principio del nuovo anno ma sappiamo tutti quanto i propositi non siano mai abbastanza. Per quel che più mi riguarda, poi, non è mai troppo tardi per mettersi in gioco ma, molto probabilmente, vi starete già chiedendo di che cosa stia parlando. Ebbene, è con questo post che trova principio, non solo, una nuova rubrica ma, soprattutto e in modo particolare, una collaborazione che definirei fondamentale e importante. Importante perché mi permetterà di condividere un interesse, quello per la Letteratura e l'Arte più in generale, con una mia cara amica, e fondamentale perché ampliare le proprie conoscenze e costruire ponti verso nazioni e culture diverse dalle proprie costituiscono le sole condizioni per crescere in responsabilità e rispetto. Ma andiamo con ordine.

Come sottolineato poco sopra, la collaborazione riguarderà la Letteratura e, in particolare, quella Danese, un terreno etnologico e artistico di una nazione che conosco davvero poco…

EXTRA ROSPO | Presentazione di Jacqueline Wilson

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Era da qualche tempo che riflettevo sulla possibilità di introdurre una nuova "rubrica", sino a quando non mi sono decisa a farlo. Ecco, allora, Extra Rospo, una bacheca sulla quale appuntare, non solo, temi e questioni inediti ma anche, e forse in modo più particolare, il nome di autori che sento corrispondere alle già esposte "ragioni del rospo". In altre parole, vorrei aprire a valutazioni e a individui che, per ciò che esprimono e sostengono, delineano quell'orizzonte che abbraccia il nostro esistere, costituito da piccole e impercettibili meraviglie, che già George Orwell aveva indicato con l'espressione "elogio del rospo" (vi lascio un link al testo).
Chi è, dunque, Jacqueline Wilson? Ebbene, è una brillante scrittrice britannica, che spesso racconta di realtà scomode e difficili, raramente oggetto della narrativa per l'infanzia (si tratta di un'autrice che scrive libri per bambini e ragazzi compresi nella fascia d'età che va dag…

Parole per narrare | La pelle giusta di Paola Tabet

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Paola Tabet, antropologa italiana specializzata in studi sulla discriminazione razziale e di genere, pubblica La pelle giusta nel 1997, a seguito di un seminario di etnologia tenutosi, qualche anno prima, presso la Facoltà di Filosofia dell'Università di Siena. Fu in quell'occasione che cominciò a prendere forma progettuale l'idea di sviluppare una ricerca rigorosa e approfondita sulla diffusione, in Italia, di fenomeni sociali discriminanti e lesivi nei confronti degli immigrati.
Il tratto caratteristico degli studi portati avanti dalla ricercatrice senese, riposa nel voler dimostrare quanto taluni atteggiamenti sociali - che vedremo essere spesso corrisposti da singolari abitudini paternalistiche -, si siano a tal punto sedimentati nelle relazioni quotidiane da essere stati accolti e introiettati anche dai più piccoli. La pelle giusta, pertanto, raccoglie elaborati prodotti da bambini della scuola primaria e da giovani ragazzi della secondaria di primo grado, evidenziando…

Parole per narrare | Pietro Scarnera e il suo ritratto sentimentale di Primo Levi

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Nel 2014 Pietro Scarnera, scrittore e giornalista torinese mosso da una chiarissima e vibrante passione per la narrazione e la testimonianza, ha pubblicato per l'editore bolognese Comma 22Una stella tranquilla, ritratto sentimentale di Primo Levi. Si tratta di una graphic novel insolita e toccante, alla quale è stato riconosciuto il Prix Révélation 2016 del celebre Festival International de la Bande Dessinée di Angouleme, uno dei principali e maggiormente noti eventi europei votati al fumetto, che si propone, non solo, di rinnovare l'attenzione verso un genere letterario il cui valore risulta ancora assai sottovalutato, ma anche di diffondere e dare riscontro del talento di artisti nuovi o già affermati.
Veniamo, però, al libro: Una stella tranquilla ricostruisce per immagini la vita di Primo Levi dopo, e oltre, le vicende della deportazione, sviluppando un orizzonte narrativo che si intreccia con le ricerche e gli studi che Scarnera ha intrapreso prima della stesura dell'…

Parole per narrare | Un nuovo inizio: tre motivi per ricominciare dopo una lunga assenza

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Le ultime righe tracciate tra le esigue pagine del mio blog risalgono a oltre un anno fa. Non mi spiego ancora le ragioni di una tale assenza, né cercherò di giustificarla (nonostante il "sedicente" titolo che ho pensato di dare al post di oggi), perché non servirebbe a granché, perché probabilmente ragioni non ve ne sono o, forse, perché, molto semplicemente, la mia lontananza dal web non è che il risultato di una drammatica e, probabilmente, biologica oziosità. Fatto sta che, l'ultimo anno trascorso mi ha reso una persona diversa e, nonostante ciò abbia significato accantonare per qualche tempo la scrittura, credo che l'aver focalizzato la mia attenzione sul lavoro e, in particolar modo, su me stessa sia stato molto d'aiuto. Preoccupazioni, imbarazzi e fragilità sono ancora il mio pane quotidiano ma credo di riuscirli ad affrontare, ora, in modo differente: con maggiore determinazione e sicurezza, con qualche certezza in più sulle mie capacità e gli esiti del …